lunedì 1 aprile 2013

I'm afraid?


"Allora è deciso" sentenziò Bud.
Si alzò dallo sgabello e venne verso di me, annusando il pugno e sistemandosi gli occhiali alla Buddy Holly. "Devi fare tutto quello che t spaventa, JR. Tutto. Non parlo di cose che mettono a rischio la tua vita, ma tutto il resto. Pensa alla paura, decidi subito come affronterai la paura, perchè la paura sarà il problema più importante della tua vita, te l'assicuro. La paura sarà il motore di ogni tuo successo, la pardice di tutti i tuoi fallimenti, e il dilemma di tutte le storie che ti racconterai su te stesso. E qual è l'unica possibilità che hai di battere la paura? Seguirla. Andarle dietro. Non considerare la puara come il cattivo della storia. Pensala come la tua guida, il tuo pioniere, il tuo Natty Bumppo."

J.R. Moehringer - Il bar delle grandi speranze

sabato 19 gennaio 2013

Tucidide

E' che io quando sento Baricco parlare di greci non posso esimermi dal provare il desiderio di saperne di più.

E dunque ho comprato Tucidide.

lunedì 3 settembre 2012

D’un tratto, ti svegli una mattina e ti accorgi che sei libero




D’un tratto, scendi da un pullman e ti accorgi che non te ne frega un cazzo. Passo sicuro, voce possente. Niente più dubbi, angoscia. Niente. D’un tratto, il cielo nero che fa da sfondo alle rosse tegole di un vecchissimo tetto, non ti sfiora più.
La gelida lama di una fredda serata non ti ferisce più. Le calde note di una canzone dolorosa non ti emozionano più.

A poco a poco, la luce cambia. Impari a notare le orme del tempo, dei progressi di una giovinezza che si forma e diventa maturità, s’indora. Sale quasi allo zenit. Il ragazzo che aveva imparato a memoria lunghi frammenti di Omero e si appassionava di poesia raffinata spinto dall’amore e dal dolore è divenuto uomo.

È libero.

Racchiude in sé tutti i doni contenuti in quell’istante di tempo.

La vera saggezza, se ci capisci qualcosa, consiste nella consapevolezza di tutto un succedersi di eventualità che costituisce la vita stessa.

D’un tratto, ti svegli una mattina e ti accorgi che sei libero.

La vendemmia è fatta. Il mosto della vita colma i tuoi tini.

domenica 26 agosto 2012

Il segugio del cielo



 "La voce è intorno a me, come erompente mare:

E' dunque la tua terra così deturpata,
coccio su coccio frantumata?
Tutto ti sfugge perchè Mi vuoi sfuggire!
Tutto ciò che ti tolsi, te l'ho preso
non per darti dolore,
ma perché tu lo cerchi nel mio cuore.
Tutto quello che il tuo infantile errore credea perduto,
nella tua casa io l´ho per te serbato.
Alzati, afferra la mia mano e vieni!".
~
 Il segugio del cielo
Fancis Thompson

sabato 11 agosto 2012

Path of surrender




There is a voice calling to me
from a place deep inside
remind me to return to
the essence of this light.
There is a feeling I remember
from a life long ago
leading me on a path of surrender
is the only way I know

jaya lakshmi

lunedì 9 luglio 2012

Infinito splendore


"E se anche avessi comperato tutte quelle cose e mi fossi rovinato e la mia bella mi avesse piantato, passerei ancora qualche volta per la strada dei negozi. Mi metterei davanti alle merci in mostra, guarderei attraverso le vetrine, fiuterei legni preziosi, palperei tessuti delicati ed eserciterei la mia abilità nelle centinaia di giochi di pazienza e di scherzi, riportandone la gioia per gli occhi che l’Oriente offre e alla quale unicamente è rivolto. Tutto ciò che si può avere pagando qui in Asia è sospetto, dal letto al cibo, dal servitore al cambio di valuta, ma tutt’intorno splendono inesauribili la dovizia e l’arte dell’Asia, insidiata, derubata, minata e violentata, forse già brutalmente fiaccata e forse in agonia, eppure anche così sempre più ricca e più varia di quanto possiamo sognarci in Occidente. In ogni luogo fanno mostra di sé tesori, tutti a disposizione di colui che sa trovarvi la gioia per i propri occhi, poiché, che io comperi per cento dollari o per diecimila, in cambio di tutto quel denaro ricevo solo una piccola, singola cosa che forse fra non molto deluderà, e dell’immagine dei tesori accumulati, dell’immenso variopinto splendore del bazar asiatico posso portarmi in Occidente solo un riflesso nella memoria. Se, tornato a casa, aprissi una o dieci casse piene di oggetti cinesi e indiani, sarebbe come se del mare portassi con me una o venti bottiglie piene d’acqua: ne portassi anche cento barili, non sarebbe mai il mare"

Dall'India
Hermann Hesse

domenica 1 luglio 2012

Meccaniche mentali



Mah! C’è un errore che continuo a commettere. E devo smettere di farlo. Perché ogni volta che succede come conseguenza commetto un altro errore, quello di sentirmi sbagliato, inadeguato. Peccatore. 
Insegna Yogananda che il peccato più grande è considerarsi peccatori.

C’è un errore che continuo a commettere, un comportamento che continuo ad assumere e che devo assolutamente eliminare. Perché voglio eliminarlo.
 
Io pellegrino lungo il sentiero.

Ma un comportamento, una volta divenuto schema mentale, è una delle cosè più complicate da snaturalizzare. Da sradicare.
Complicato, ma non impossibile. 

Non ci sono ancora riuscito. Però ce la farò.

sabato 23 giugno 2012

Lo rifarei



Ho imparato che la libertà è una delle cose più difficile da gestire in modo maturo, saggio e costruttivo.
Che si nasce e si muore da soli, ma che chi si incontra sul cammino rende il nostro viaggio più interessante.
Che soprattutto dalle esperienze più dure si esce rafforzati e cresciuti.
Ho imparato che chi non ha la fortuna di avere un po’ di sfortuna è sfortunato.
Che niente può essere barattato con la vita, in quanto ricerca, consapevolezza, in quanto vita. La propria.
Che il passato è già stato, che il futuro non è ancora e che l’unica cosa per cui vale la pena vivere è il presente.
Ho imparato che la morte è certa, istantanea, potentissima.
Ho imparato che poi si rinasce. Sempre.
Ho imparato che tutto passa, anche il dolore più acuto, l’ingiustizia più grande, tutto, se paragonato alla vastità dell’universo assume una piccolezza irrilevante.
Che l’amore ha poco a che vedere con la persona amata, e tutto a che vedere con noi tessi. È uno stato dell’anima proiettato abbastanza casualmente su chi ci sta di fronte.
Ho imparato che l’unico modo per ricevere amore è darne. Tanto.
Che vale la pena di sacrificare tutto per vivere una vita piena, totale, mentre non c’è nulla per cui valga la pena di sacrificare la vita.
Che la verità e l’onestà non sempre vincono, ma chissenefrega! Ti aiutano a dormire meglio e a morire più leggero.
Ho imparato che la solitudine deve diventare la nostra più fedele amica, che conoscerla è molto più utile che non evitarla.
Che vivere avendo paura è la più grande schiavitù che l’essere umano possa conoscere.
Ho imparato che non c’è cosa al mondo che non ci si possa permettere di sognare. E che niente dovrebbe rimanere solo “nei sogni”.
Che i sogni sono il motore dell’anima, che quando finiscono è la fine.
Che la curiosità è la vera forza vitale: se sei curioso chiedi, se chiedi indaghi, se indaghi ricerchi, se ricerchi qualcosa trovi.
Ho imparato che la gratitudine, quella vera, quella sentita, quella incondizionata è la più alta forma di rispetto.
Che nella vita tutto torna, ciò che semini raccogli.
Ho imparato che non è la perfezione a renderci attraenti, ma conoscere i nostri demoni e farci pace.
Che per perdonare se stessi ci vuole molto coraggio.
Ho imparato che quando si salta c’è una rete sotto. Sempre.

Per tutte queste ragioni e molte altre che oggi ancora non mi è dato conoscere, io lo rifarei!
Tutto il percorso. Accidentato, disordinato, rischioso.
Tutto, esattamente uguale a ciò che è stato.

Lo rifarei - Camila Raznovich

giovedì 31 maggio 2012

Non ha prezzo


Il piacere di chinarsi e raccogliere un oggetto caduto di mano ad una splendida donna e osservare il suo sguardo lusingato.

sabato 12 maggio 2012

L'epitaffio di Sicilo:segno longevo di un ricordo immortale





« Ὅσον ζῇς φαίνοὺ·
μηδὲν ὅλως σὺ λυποὺ· πρὸς ὀλίγον ἐστὶ τὸ ζῆν.
τὸ τέλος ὁ χρόνος ἀπαιτεῖ. »

«Hoson zes, phainou 
meden holos su lupou; Pros oligon esti to zen
To telos ho chronos apaitei»

« Finché vivi, splendi,
non affliggerti per nulla: la vita è breve e
il Tempo esige il suo tributo. »


martedì 1 maggio 2012

Cos'hai imparato dal tuo passato?



Voglio la tranquillità perchè mi piace. Ma la voglio anche perchè in essa trovo un certo sentore dell'Eterno che non percepisco nel rumore. Ora sono qui, con tanta quiete e nulla da fare tranne lavare i miei panni. La mente corre. Vediamo cosa riesco a combinare.

Di sicuro ho imparato che siamo in bilico tra il fare e il non fare. E che una volta fatto vorremmo non aver agito. O viceversa, vorremmo avere agito quando invece siamo rimasti con le mani in mano. 

Quello che ho imparato è che non esiste argomento, azione, pensiero che non rientri in questa ripetitiva macro categoria. La voce della coscienza è l’unica che devo ascoltare. Non quella della mente. Perché ascoltando la mente, dopo aver agito, o non agito, ricadrò inevitabilmente nello stesso schema di comportamento una volta metabolizzato quanto fatto. 

O non fatto.

sabato 21 aprile 2012

Dall’India



Bello è avere dimora,
dolce il riposo sotto il proprio tetto,
bambini, giardino e cane. Ma ecco,
appena dall’ultimo girovagare ti riprendi
già la distanza t’incalza con nuovi allettamenti.
Meglio soffrire la nostalgia
ed esser solo sotto impervie stelle
col proprio struggimento.
Possedere e sostare può solamente chi
abbia un cuore dal tranquillo battito,
mentre il viaggiatore reca fatiche e affanni
di una speranza sempre delusa.
Pure più lieve è ogni penoso errare,
più lieve della pace nella natia valle,
dove tra la fida cerchia di amici e di timori
solo il saggio costruisce la sua felicità.
Meglio è per me cercare e mai trovare,
non stringermi a vicinanze anguste e calde,
perché sulla terra anche nella felicità
sarò soltanto un ospite e mai un cittadino

(Di fronte all’Africa – Hermann Hesse)

mercoledì 21 marzo 2012

Equinozio di primavera


E' iniziata la primavera. Ieri 20, non oggi 21 Marzo. E non per via dell'anno bisestile. La primavera astronomica, l'equinozio di primavera, non è come il Natale, è come la Pasqua, quando arriva arriva... Beh, non proprio. La primavera inizia il 19, il 20 o il 21 Marzo. Nel 21° Secolo, però, è iniziata solo due volte il 21. E non accadrà di nuovo prima del 2102. Nel frattempo, preparatevi, nel 2044 inizierà il 19 Marzo.

Stupiti? Sì, direi di sì. 
Eh lo so, è come il condizionale in una interrogativa indiretta. Ma tant'è!

Però ugualmente vi prego, insegnatelo ai vostri bambini e non prendetevela se qualcuno vi corregge e tenta di spiegarvi che non è proprio come sta scritto nei sussidiari.

domenica 18 marzo 2012

First question; then freedom starts



Ma io posso davvero volere? In questo momento io provo il piacere di essere pietra, il sole mi scalda, il vento mi rende accettabile questa concozione del mio corpo, non ho nessuna intenzione di cessare d'essere pietra. Perchè? Perchè mi piace. Dunque anch'io sono schiavo di una passione, che mi sconsiglia dal voler liberamente il proprio contrario. Però, volendo, potrei volere. E tuttavia non lo faccio. Quanto sono più libero di una pietra? 

Umberto Eco

mercoledì 14 marzo 2012

Annabel Lee


E così, nelle notti, al fianco io giaccio 
del mio amore, mio amore, mia vita e mia sposa,
nel suo sepolcro là in riva al mare, 
nella sua tomba in riva al risonante mare.
 -
Edgard Allan Poe

sabato 3 marzo 2012

Chiecht nu poc



Due giorni di riunione tra managers e direttori human resources di vari paesi d’Europa mi hanno aperto gli occhi sul moralismo, sul provincialismo piccolo e borghese della classe dirigente italiana. E non parlo di politica (o forse non solo, non lo so) ma di tutta quella classe, quella linea di persone che ostenta sé stessa e il potere che possiede sul posseduto. 
E le cose non sembrano destinate a cambiare in breve. I nuovi sono come i vecchi. I giovani sono come quelli chiamati a sostiture.

Fuga di cervelli. E chissà come mai. 

Forse non serve essere “cervelli” per voler cercare la fuga. 
Io almeno non mi reputo un cervello ma di quella decisione presa quasi due anni fa non posso che essere felice.

Chiecht nu poc, diceva anni fa un  amico che la classe dirigente, col suo moralismo e il suo provincialismo piccolo borghese, metteva alla gogna.


La verità è che ho voluto crederci



La verità è che ho voluto crederci. Ho sperato di essermi sbagliato. Perché in verità avevo capito tutto fin dall’inizio.

Non sempre le cose sono quello che sembrano. La prima impressione inganna molti. L'intelligenza di pochi, percepisce quello che è stato accuratamente nascosto. (Fedro)